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Una corta tunica-camicia con maniche lunghe e cintura, da una miniatura dell’ XI secolo.

La camicia, capo fondamentale dell’abbigliamento soprattutto maschile esiste, in diverse forme sin dalle antichità e in tutte le culture. Nella sua forma più semplice e primordiale è formata da due teli di tessuto rettangolari cuciti tra loro lateralmente e sulle spalle. Spesso priva di maniche e colletto, aveva funzione di sottoveste In Europa è documentata fino all’anno Mille come un capo “intimo”, quindi normalmente nascosto, avente una struttura basilare a T, con le maniche tagliate in un unico pezzo con la camicia, lunghe fino alla metà dell’avambraccio. I crociati, successivamente, importano dall’Oriente il camis, in uso presso i Persiani, che sarà lo spunto per una struttura definitiva della camicia con le maniche tagliate separatamente, cucite al corpo lungo i fianchi e con scollatura tonda aperta fino al petto.

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A. Dürer, Autoritratto, Museo Nacional del Prado, Madrid, 1498.

L’evoluzione della camicia e la diversificazione tra quella dell’uomo e quella per la donna, dipenderanno a partire dal XII secolo dai cambiamenti delle fogge degli abiti che la pongono più o meno in evidenza. Negli armadi delle famiglie altolocate toscane del 1400, le camicie da donna risultano avere un valore in fiorini maggiore rispetto a quelle maschili in quanto più impreziosite e ricercate. Esse erano cucite in casa con tessuto di lino, i preziosi pannilini, in tela sottile e trasparente, ornate di ricami in fili d’oro, d’argento e di seta. La camicia femminile rimane visibile dalla veste in alcuni punti, allo scollo e lungo il taglio verticale dello sparato dell’abito e attraverso le “finestrelle” delle maniche da cui fuoriesce a sboffo.

 

 

 

 

 

 

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Antonie Van Dyck, Ritratto di famiglia, Ermitage, San Pietroburgo, 1619 circa.

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Cesare Aretusi, ritratto di Cesare I d’Este

E’ nel periodo intorno al XVI secolo che la camicia acquisisce maggiore visibilità sia nella ricchezza del tessuto che negli ornamenti Comincia ad affacciarsi dai colletti alti e rigidi, dapprima come un sottile listello bianco poi si espande, assumendo ’aspetto di una piccola arricciatura orlata di pizzi. Questo accessorio della camicia comincia ad ottenere un ruolo sempre più importante, sia per la ricercata confezione che per le non poche quantità di varianti: lattuga e golilla in Italia, freise in Francia. Intanto la moda spagnola della gorgiera, lavorata a nido d’ape o a ruota di mulino, si diffonde in tutta Europa divenendo simbolo di ricchezza e potere, costringendo la figura ad una postura rigida e bloccata. La gorgiera realizzata con varie metrature di mussola, trina o finissimo lino, cucito e pieghettato, a volte sostenuto da un filo di ferro, necessita poi di una accurata manutenzione e inamidatura.

 

 

 

 

 

 

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Elisabeth Vigée Le Brun, Ritratto della Duchessa di Polignac, Musée National des Chateaux de Versailles et de Trianon, 1782.

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Engageantes, Mussolina di cotone, pizzo e ricami per ornare i bordi delle maniche, onfezionati in India, Musée Galliera, Parigi 1750-1775.

Già dal primo decennio del Seicento, i grandi colli a ruota si ammorbidiscono fino ad afflosciarsi, rimangono ampi e ricchi di intagli e ricami, ma rilassati sulle spalle. Il grande collo bianco dispiegato sugli abiti, rigorosamente neri in Olanda, rende la figura più fluida e più arrotondata nella linea. Alla corte di Versailles, il Re Sole diviene giudice della moda Francese ed Europea: volants, ruches, gale, falbalas sono gli elementi formali della ricca camicia barocca, trattenuta da nastri e fiocchi, esibita dal corto farsetto, sul petto e in vita, esempio inconfutabile dello stile barocco. Durante la sua evoluzione la camicia maschile dell’uomo in marsina esibisce la qualità dei pizzi. Il colletto diventa una fascetta montante ornata di trine, fermata da una spilla gioiello, completato dallo jabot leggero e arricciato, simbolo dei salotti mondani settecenteschi; i polsini a più strati di pizzo, in mussola di lino pieghettato o seta, sono confezionati a parte e attaccati alla manica con asole e bottoncini. La Rivoluzione francese sposta l’attenzione culturale dalla corte alla piazza e dall’abito per pochi all’abito del popolo. I Sanculotti sulle barricate di Parigi, sotto al gilet rigato, indossano una camicia in cotone grezzo, ampia, con apertura profonda sul petto e colletto a listello. Nel periodo Neoclassico la camicia è prerogativa dell’abbigliamento femminile e assume i connotati di abito esterno; riscoperta con spirito antico dal mondo greco romano, viene indossata come capo unico per inneggiare alla libertà del corpo. E’ realizzata in tessuti leggerissimi, sempre bianca, con effetti plissé, lunga ai piedi con coulisse e taglio al seno.

L’Ottocento, all’insegna di una nuova borghesia, vede la nascita dell’abbigliamento maschile moderno: l’abito uniforme nel colore e nel tessuto, composto da giacca, pantalone e gilet, trova nella camicia il punto più sensibile. Essa, in fine batista bianca, più lunga dietro, con spacchi laterali, maniche lunghe, collo e polsini rigidi e staccabili si è arricchita dello sprone, una striscia di tessuto da spalla a spalla che serve a mantenere la stabilità delle maniche, e dello sparato, elemento confezionato a parte e inserito sul davanti. Realizzato in più varianti: con pieghe piatte o nervature, con pieghe larghe inamidate, intarsiato di trine, “à papier de musique”, con cinque piccole pieghe seguite da una più larga, proprio imitazione del rigo musicale, nella versione più elegante. Nelle camicie per le serate teatrali e mondane, lo sparato era ricamato e intarsiato di trine. Le fogge di colli e polsini variano in più modelli: con punte arrotondate, divergenti, a collo basso o rovesciato, staccabili per una facile manutenzione. I modelli con il collo alto e rigido donano alla figura un atteggiamento altezzoso e di potere. A determinare il mito dell’eleganza contribuirono i vari intellettuali dell’epoca, quali esponenti di un mondo che dedicava cura all’abbigliamento ed al modo di apparire: Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio, Marcel Proust e primo fra tutti, Lord Brummel che coniò il termine dandy, come sinonimo di realizzazione estetica della vita elegante, viaggiatore del mondo.

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Ritratto di Ugo Foscolo.

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J. L. David, Ritratto di Monsieur Sériziat, Museo del Louvre, Parigi, 1795

Con il progresso e l’entrata della donna nel mondo del lavoro, la moda femminile ha attinto al repertorio dell’abbigliamento
maschile con grande disinvoltura, talvolta con provocazione. La camicia è il capo di abbigliamento che rappresenta l’eleganza
classica e formale derivata dalla eredità borghese dell’Ottocento; sulla scena del cinema e della moda, della politica e dell’intera società si è caricata di connotazioni e significati legati al vissuto. Dai lavoratori in maniche di camicia, ai contadini con la camicia a quadri, alle camicie azzurre, alla camicia nera, alla camicia verde. La camicia contemporanea si propone come indumento indispensabile sia al guardaroba maschile che femminile, le forme e le tipologie si scambiano fino ad arrivare all’unisex. Saranno le occasioni d’uso a differenziare e qualificare vari tipi di camicia, nonché i tessuti, le fantasie ed i colori.

 

 

 

 

camicia_71. camicia_8Camicia maschile esterna, da “Il mondo elegante”, 1874.
2. Sei diversi tipi di solino, da “Il mondo elegante”, 1874.
3. “Doppio manichino (polsino) posticcio” e “manichino staccabile”, da “Il mondo elegante”, 1874.
4. L’incisione mostra il modo di prendere le misura per la camicia, da “Il mondo elegante”, 1874.

 

 

 

camicia_uomocamicia_donnaCamicie di carattere maschile vengono indossate di giorno, per occasioni formali o di lavoro; camicie leggere e vaporose vengono indossate nelle toilette più mondane ed eleganti, con piglio seducente e intrigante. Cosa quindi differenzia la camicia femminile da quella maschile? La versione al femminile della camicia classica presenta nell’insieme una minore rigidità: colletto e polsini meno rigidi, meno intelati, la linea risulta adeguata alla vestibilità del corpo femminile, l’abbottonatura
a sinistra. La varietà di camicie entrate nell’uso quotidiano ed utilizzate indifferentemente da entrambi i sessi, si connota
per la codificazione di tipologie di uso comune provenienti da varie fonti di ispirazione: lo scozzese dal mondo contadino, il jeans dai minatori americani, l’hawaiana dal mondo tropicale, la militare dalla trincea, la sahariana dal deserto, l’indiana dall’oriente. La connotazione strettamente femminile o maschile rimane nell’ambito dell’abbigliamento elegante e classico o, in senso più attuale, basico.